I Partecipanti: Valerio Pisaniello

Valerio Pisaniello ha conseguito la laurea triennale in Lettere Classiche e la laurea magistrale in Filologia, Letterature e Storia del Mondo Antico presso l’Università Sapienza di Roma. Nella stessa università si è poi addottorato in Scienze Documentarie, Linguistiche e Letterarie, con una tesi dal titolo “I suffissi verbali ittiti -anna/i- e (e/i)šš(a): studio sincronico e diacronico con particolare riferimento alla categoria funzionale dell’aspetto verbale”.

Attualmente è ricercatore di Glottologia e Linguistica presso il Dipartimento di Culture e Civiltà dell’Università di Verona, dove collabora al progetto ERC starting grant “PALaC, Horizon 2020, “Pre-classical Anatolian Languages in Contact” (P.I. prof. Federico Giusfredi). I suoi interessi scientifici riguardano soprattutto la linguistica e la filologia anatolica e le tematiche relative al contatto linguistico.

 

Valerio Pisaniello interverrà all’incontro con un intervento dal titolo “La funzione del suffisso verbale -ssa- in luvio”.

Per il suffisso verbale -ssa-, variamente attestato nelle diverse lingue anatoliche e in passato spesso etichettato come suffisso iterativo, è stata più di recente proposta una più ampia funzione aspettuale e azionale, comprendente una gamma di valori che includono l’iterativo, il distributivo, il durativo, il progressivo, l’ingressivo e l’abituale.  Poiché tuttavia, sul piano metodologico, è bene tenere distinta la categoria dell’aspetto verbale, che riguarda il punto di vista soggettivo del parlante, da quella dell’Aktionsart, che fa invece riferimento a caratteristiche oggettive dell’azione, si è reso necessario riconsiderare i dati anatolici.

Nel caso dell’ittita, nonostante siano attestati solo quattro verbi in -šša- (ḫalzišša- ‘gridare’, īšša- ‘fare’, šišša- ‘premere’ e warrišša- ‘venire in aiuto’), l’alta frequenza di ḫalzišša- e īšša- e, soprattutto, la loro ricorrenza in contesti particolarmente utili ad un’analisi tempo-aspettuale hanno fornito dati sufficienti a sostenere la funzione prettamente aspettuale (imperfettiva) del suffisso. Il luvio si trova nella situazione opposta: sebbene infatti il corpus dei testi luvi sia nettamente più ridotto, sono documentate circa quaranta diverse forme verbali a suffisso -ssa-, ma la quantità e la qualità dei contesti in cui ricorrono sono di ostacolo ad un’analisi altrettanto efficace.

Nel presente contributo, dopo una rapida presentazione dei dati ittiti, si tenterà di analizzare il materiale luvio, tanto cuneiforme quanto geroglifico (di II e I millennio a.C.), allo scopo di valutare se la funzione puramente aspettuale ipotizzata per il suffisso ittita -šša- possa risultare valida anche per il suo equivalente luvio. Infine, si faranno alcune considerazione sulle possibili relazioni che intercorrono, in luvio, tra il suffisso -ssa- e una serie di altri morfemi – i suffissi -anna- e -zza- (< ie. *-sk̂e/o-) e il raddoppiamento della radice verbale – che sembrano essere funzionalmente equivalenti ad esso, esattamente come avviene in ittita.

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